flat

30 Mag, 2008

Ambito 1: Violenza maschile

— Inviato da flat @ 19:23

*Violenza maschile* tema amaro sul quale tutte ci siamo ri\trovate sin dall'inizio, che faccia tesoro di quanto ci siamo già dette fin qui, e che continui l'analisi trasversale (violenza familiare e extra, femminicidi, povertà isolamento…) che ci permetta di evidenziare la connessione tra tutte le forme di discriminazione e violenza sulle donne e le lesbiche e capire come spostare la nostra lotta e critica dall'episodio particolare, al sistema di fondo che lo rende possibile , agendo alla radice delle cause. Un obiettivo da tener presente sarà la formulazione di strategie e strumenti efficaci da adottare per denunciare\arginare e imporre come questione politica non più prorogabile"la mattanza" alla quale ogni giorno assistiamo.

 >>Qui  alcuni documenti utilizzati dall'assemblea

 

>>Qui il video di DonnaTv che mostra l'esposizione del report in assemblea plenaria.

Report: 

 

DOCUMENTO DI SINTESI FINALE

 

Il gruppo di discussione sulla violenza tenutosi a Bologna il 4 giugno 2008 sente l’urgenza di valorizzare le pratiche e i contenuti di gruppi e singole operanti nell’ambito del movimento nazionale di sommosse, anche quando non adottate come pratica collettiva, in quanto comunque espressione di autodeterminazione della soggettività femminista e lesbica.

Riteniamo necessario individuare pratiche comuni di lotta e di contrasto al sistema patriarcale su molteplici piani: l’elaborazione dei saperi di femministe e lesbiche è frutto della relazione tra donne, che è pratica politica, la quale riesce a produrre cultura condivisa.

Le violenza degli uomini su donne e lesbiche è pervasiva, e in quanto tale deve essere assunta a parametro di analisi e interpretazione delle relazioni di potere che attraversano la società in tutti gli ambiti, cioè al fine di poterle decostruire con i nostri linguaggi e le nostre azioni.

Il modello patriarcale è stato interiorizzato dalle donne stesse e la nostra azione deve essere volta a liberarci da tali schemi mentali: agendo a livello culturale, proponendo una formazione sessuata, interrogandoci anche attraverso la promozione di inchieste.

La violenza su donne e lesbiche, in qualsiasi ambito si manifesti, è espressione del potere esercitato dagli uomini e dalle istituzioni sulle donne.

La violenza maschile è un fatto culturale trasversale, rappresenta uno strumento di controllo e disciplina finalizzato a impedire alle donne e lesbiche di liberarsi dai ruoli imposti di mogli, madri e oggetti del desiderio.

Questo controllo serve a vincolarci indissolubilmente a questi ruoli, e si esercita soprattutto attivando delle politiche di “welfare” che contribuiscono ad autoalimentare la condizione di precarietà di vita e lavorativa delle donne e delle lesbiche attraverso la divisione sessuata del lavoro.

La libertà di donne e lesbiche è strettamente connessa all’eliminazione della loro condizione di precarietà e povertà. Attraverso l’acquisizione di un’autonomia di tipo economico più facilmente la donna può autodeterminarsi, svincolandosi dalle costrizioni familiari e riappropriandosi di spazi e socialità sessuata: questo soltanto può rappresentare per le donne e le lesbiche sicurezza, intesa come potere di autodeterminarsi senza vincoli eterodeterminati.

Le politiche familiste e securitarie  sono antifemministe in quanto ricacciano le donne nelle case e spacciano per sicurezza quella che è oppressione: i nostri corpi non saranno mai strumenti di repressione  e xenofobia.

Noi femministe e lesbiche scegliamo di autorganizzarci e non delegare a nessuno e a nessuna la rappresentanza dei nostri bisogni e istanze.

Riproponiamo una manifestazione nazionale per sabato 22 novembre che, se le compagne del sud sono in grado di garantire l’organizzazione, potrebbe portare la presenza di femministe e lesbiche su quei territori, in alternativa da farsi a Roma.

In  preparazione di questa manifestazione sarebbe opportuno aprire una campagna di informazione a tappeto sui territori, con parole d’ordine comuni, individuando insieme le date per le iniziative in ogni città.

A partire dalle pratiche già condivise di presidi contro la violenza maschile su donne e lesbiche, riteniamo un importante strumento politico supportare tutte le donne che decidono di denunciare le violenza subite, sostenendole e garantendo loro la presenza del movimento, per tutta la durata del processo con presidi anche sotto i tribunali.

Questo è uno strumento politico di visibilità tangibile della solidarietà delle donne e lesbiche che può essere utile per aiutare ad uscire dalla violenza anche per le donne che la vivono come fatto privato.

Invitiamo tutte le donne e le lesbiche a partecipare alle udienze del processo per il femminicidio di Barbara Cicioni come momento di presenza politica per non relegare la violenza maschile su donne e lesbiche alla marginalità della sfera privata, ma farne strumento di analisi politica sessuata e di autodeterminazione.

 

 


Commenti

  1. MAIL URG SU FLAT

    care,
    vi ricordo un importantissimo appuntamento di cui avremo modo di parlare a Bologna:
    INIZIANO LE UDIENZE PUBBLICHE PER IL FEMMINICIDIO DI BARBARA CICIONI A PERUGIA.
    L'appuntamento è alle 9 il 19 GIUGNO davanti alla corte di assise di perugia.
    E' probabile che si faccia udienza anche il 20 giugno.

    Per tutte quelle che vogliono partecipare con consapevolezza al processo, farò una breve guida che metterò in rete a brevissimo, nel giro di due giorni, e che faremo girare anche all'appuntamento di Bologna.

    Inviato da Barbara Spinelli — 11 Giu 2008, 10:32


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