flat

26 Feb, 2008

tavolo 1: VIOLENZA

— Inviato da flat @ 00:24

La violenza è esercitata dagli uomini e dalle istituzione maschili sulle donne e sulle lesbiche.
La violenza maschile è un fatto culturale trasversale, rappresenta uno strumento di controllo e disciplina finalizzato ad impedire alle donne e alle lesbiche di liberarsi dai ruoli imposti di mogli, madri e oggetti del desiderio. Ruoli imposti dal sistema patriarcale.
Affermiamo la nostra soggettività e identità in quanto donne e lesbiche libere di autodeterminarsi.
Individuiamo nella famiglia l’ambito privilegiato dell’esercizio del potere e della violenza maschile sulle donne e sulle lesbiche, con il beneplacito  delle istituzioni che riconoscono la famiglia e non la donna come soggetto di diritti.
Le istituzioni sociali (religione, diritto/leggi, sistema educativo, media) ancora oggi legittimano e riproducono la cultura dello stupro, contribuiscono a fondare e assicurare la subordinazione delle donne e delle lesbiche, sia nelle relazioni di potere familiare che in quelle economiche e sociali, ma in particolar modo attraverso il controllo dello svolgimento della funzione procreativa femminile, considerata un’obbligazione naturale, e nella funzione di ammortizzatore sociale.
Continua a vigere la cultura dello stupro, che è fisico e simbolico e che viene legittimato e riprodotto in maniera pervasiva.
Donne e lesbiche provenienti da percorsi e pratiche differenti concordano sulla necessità di condividere linguaggi e pratiche su molteplici piani.
L’elaborazione dei saperi delle donne e delle lesbiche è frutto della relazione fra donne, che è pratica politica, la quale riesce a produrre cultura condivisa che viene agita nell’autonomia dei linguaggi e delle pratiche di cui ciascuna è portatrice.
Valorizziamo la solidarietà come pratica tra donne e lesbiche.
Vogliamo rendere visibili tutte le forme di violenza maschile, attraverso presidi fisici e virtuali, riprendendoci ogni spazio di azione e di parola; creare percorsi di autodifesa che valorizzino la solidarietà tra donne e lesbiche e il riconoscimento della nostra forza individuale e collettiva;
Riconosciamo la pratica dei centri antiviolenza che, attraverso la ricontestualizzazione culturale della violenza maschile, l’accoglienza e il sostegno alle donne, creano percorsi di presa di coscienza e autodeterminazione così da porre le basi per una vita indipendente, autonoma e libera.
Denunciamo la mistificazione della violenza maschile agita attraverso un linguaggio sessista e rispondente ai desideri maschili.
Contro l’informazione e la pubblicità maschiliste, agiamo pratiche di controinformazione e decostruzione degli stereotipi veicolati dall’immaginario maschile.
Tra le nostre strategie è fondamentale avere più spazi per confronto e per la socialità di tutte.
Riconosciamo una unica radice della violenza maschile contro le donne e le lesbiche, che pur esprimendosi in diverse forme è agita sempre dallo stesso genere come strumento sessuato di controllo sistematico e strategico.

Partendo dalla manifestazione del 24 novembre, e considerando la violenza maschile trasversale nei temi trattati dai Tavoli, proponiamo un 8 marzo caratterizzato con questi contenuti e una data di mobilitazione nazionale, in maggio, al sud, che abbia un manifesto nazionale comune.

Informiamo tutte che nel mese di marzo ci sono degli appuntamenti importanti:

a)    4 marzo a Bologna, presidio sotto il tribunale per un processo per stupro
b)    5 marzo Roma, presidio a piazza Cavour (sede della Cassazione) per solidarietà alle donne che hanno denunciato per stupro un medico anestesista
c)    18 marzo a Perugia, presidio sotto il Tribunale dove si terrà l’udienza preliminare per il femminicidio di Barbara Cecioni.        
 
 

Commenti

  1. Va impostata anche una strategia circolare di contrasto alla violenza che investa con esplicito conflitto e precise rivendicazioni le istituzioni del potere che reggono questo stato governato da gruppi oligarchici e maschilisti.
    Anche su questo livello è possibile un'autorganizzazione femminista

    Inviato da Maria Grazia Campari — 26 Feb 2008, 10:09