flat

MANIFESTO E BANNER 22 NOVEMBRE

— Inviato da flat @ 17:56

 versione in .pdf per la stampa

 

care sommosse,
ecco la proposta di manifesto che più ci piace qui a roma!
in realtà è una proposta che già girava l'anno scorso e che scartammo a
malincuore, avendo a disposizione la vignetta di pat carra.

questa versione per noi è pressocchè definitiva,
anche se ovviamente siamo aperte a suggerimenti ed integrazioni (diciamo
fino a lunedì mattina?? visti i tempi...)

ricordiamo comunque che le compagne di ogni territorio sono libere di far
propria questa proposta, o di elaborarme delle altre.

abbracci,
sommosse_romane


MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE SULLE DONNE

— Inviato da flat @ 04:06

Corteo di donne autorganizzato                                               
ROMA, 22 NOVEMBRE 2008
                                         vai al MANIFESTO

P.zza della Repubblica, ore 14.00

INDECOROSE E LIBERE!

(clicca qui per la versione breve in Inglese)

(clicca qui per la versione breve in spagnolo)

(clicca qui per la versione in francese)

(scarica qui l'appello in arabo) 

(scarica qui la versione in amarico) 

La violenza maschile è la prima causa di morte e di invalidità permanente delle donne in Italia come nel resto del mondo. La violenza fa parte delle nostre vite quotidiane e si esprime attraverso la negazione dei nostri diritti, la violazione dei nostri corpi, il silenzio.

Un anno fa siamo scese in piazza in 150.000 donne, femministe e lesbiche per dire NO alla VIOLENZA MASCHILE e ai tentativi di strumentalizzare la violenza sulle donne, da parte di governi e partiti, per legittimare politiche securitarie e repressive e torneremo in piazza anche quest’anno perché i governi cambiano ma le politiche restano uguali e, al giorno d’oggi, peggiorano.

In un anno gli attacchi alla nostra  libertà e autodeterminazione sono aumentati esponenzialmente, mettendo in luce la deriva autoritaria,sessista, e razzista del nostro paese. Ricordiamo il blitz della polizia al policlinico di Napoli per il presunto aborto illegale, le aggressioni contro lesbiche, omosessuali e trans,contro immigrate/i e cittadine/i di seconda generazione. Violenza legittimata e incoraggiata da governi e sindaci-sceriffi che vogliono imporre modelli di comportamento normalizzati in nome del “decoro” e della “dignità” impedendoci di scegliere liberamente come condurre le nostre vite.

La violenza maschile ha molte facce, e una di queste è quella istituzionale: vorrebbero risolvere la crisi economica e culturale che stiamo vivendo smantellando lo stato sociale. Per salvare le banche, rifinanziare le missioni militari all’estero e militarizzare le nostre città tagliano i fondi ai centri antiviolenza, ai consultori e a tutti i servizi che garantiscono alle donne libertà, salute e indipendenza.

Con la legge 133 tagliano i fondi alla scuola e all’università pubblica per consegnare l’istruzione nelle mani dei privati  determinando la fine del diritto ad una istruzione gratuita e libera per tutte/i.

Con il decreto Gelmini, migliaia di insegnanti, maestre precarie, perdono il posto di lavoro, e viene meno  un sistema educativo - il tempo pieno - che sostiene le donne, consentendo loro una maggiore libertà di movimento e autonomia.

L’obiettivo delle riforme del lavoro, della sanità, della scuola e dell’università è di renderci sempre più precarie e meno garantite:mogli e madri “rispettabili” rinchiuse nelle case, economicamente dipendenti da un uomo, che lavorano gratuitamente per badare ad anziani e bambini.

Non pagheremo noi la vostra crisi!

Vogliamo reagire alla violenza fisica, psicologica, economica, normativa, sociale e religiosa agita verso di noi, in famiglia e fuori, "solo" perché siamo donne.Vogliamo dire basta al femminicidio.

SABATO 22 NOVEMBRE 

SAREMO DI NUOVO IN PIAZZA COME FEMMINISTE E LESBICHE

PER RIBADIRE

con la stessa forza, radicalità e autonomia che la VIOLENZA MASCHILE non ha classe né confini, NASCE IN FAMIGLIA, all’interno delle mura domestiche, e NON È UN PROBLEMA DI ORDINE PUBBLICO MA E' UN PROBLEMA DI ORDINE CULTURALE E POLITICO!

E AFFERMARE CHE

al disegno di legge Carfagna, che criminalizza le prostitute e impone regole di condotta per tutte, che ci vuole dividere in buone e cattive, in sante e puttane, in vittime e colpevoli, noi rispondiamo che SIAMO TUTTE INDECOROSAMENTE LIBERE!

al decreto Gelmini che ci confeziona una scuola autoritaria e razzista, noi rispondiamo che VOGLIAMO TUTTE 5 IN CONDOTTA!

ai pacchetti sicurezza e alle norme xenofobe che ci vogliono distinguere in cittadine/i con e senza diritti, rispondiamo che SIAMO TUTTE CITTADINE DEL MONDO E ANDIAMO DOVE CI PARE!

Sommosse – Rete Nazionale di femministe e lesbiche
per adesioni: sommosse_roma@inventati.org
   

 


NATIONAL WOMEN’S DEMONSTRATION AGAINST MALE VIOLENCE

— Inviato da flat @ 20:32

ROME, NOVEMBER 22, 2008
PIAZZA DELLA REPUBBLICA:  2 P.M.


INDECOROUS AND FREE

In Italy, as in the rest of the world, male violence is the number one cause of death and permanent disfigurement among women.  Violence is common place in our daily lives and expresses itself through the denial of our rights, the violation of our bodies and is covered up by silence.

They tell us that we must be afraid of the stranger on the street, but violence exists within our families (83% of the times):  husbands, boyfriends, live-in mates, lovers are the ones responsible for beating, raping and killing women.

Violence against women is not a Law and Irder issue, but a cultural and political problem.

Violence against women is legitimized by the establishment when free and legal abortion is questioned, when funds for public health offices are cut, when school funds are slashed and social security is curtailed. Violence against women is legitimized by society when the family is exalted, and we are told that our natural place is ‘at home’, where, by definition, we are economically dependent on a man and where we take care of children and elders without pay.
Violence also occurs when others tell us how we must be.

To be free we must be independent , and to be independent we must have education, health care, income and green cards.


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SATURDAY NOVEMBER 22, 2008

MANIFESTACION NACIONAL CONTRA LA VIOLENCIA MACHISTA SOBRE LAS MUJERES

— Inviato da flat @ 20:30

Manifestación de mujeres autorganizado

ROMA, 22 NOVIEMBRE 2008 - P.zza della Repubblica, hora 14.00

INDECOROSAS Y LIBRES!

La violencia machista es la primera causa de muerte y de invalidez permanente
de las mujeres en Italia como en el resto del mundo. La violencia forma parte de
nuestras vidas cotidianas y se expresa a través de  la negación de nuestros derechos,
la violación  de nuestros cuerpos,  el silencio.

Nos dicen que tenemos que tener miedo de los desconocidos por la calle, pero la
violencia está en la familia (83% de los casos) son, sobretodo, los maridos, los
novios, los compañeros, los amantes los que pegan, violan y matan a las mujeres.


La violencia contra las mujeres no es un problema de órden público sino un
problema cultural y político.

La violencia contra las mujeres está legitimada por las instituciones, al mismo tiempo
que se pone en entredicho el aborto libre y gratuito, se recortan los fondos a los centros de planifi-cación familiar, a las escuelas y a la seguridad social.
La violencia contra las mujeres
está legitimada por toda la sociedad, al mismo tiempo que nos hablan de familia y nos dicen que nuestro papel “natural” es el de quedarnos en casa, dependiendo economicamente de un hombre,
a cuidar, gratis, de los hijos y de los ancianos.
Violencia es  cuando son los demás los que nos dicen cómo tenemos que ser.

Para ser libres necesitamos ser independientes, para ser independientes
queremos educación, salud, renta, permiso de residencia.

SABADO 22 NOVIEMBRE 2008 MANIFIESTA CON NOSOTRAS!

MANIFESTATION NATIONALE CONTRE LA VIOLENCE MASCULINE SUR LES FEMMES

— Inviato da flat @ 22:11
Manif de femmes auto-organisée

ROME, 22 NOVEMBRE 2008

Piazza della Repubblica, 14h

INDECENTES ET LIBRES !

La violence masculine est la première cause de mort et d'invalidité permanente des femmes en Italie et dans le reste du monde. La violence fait partie de notre vie quotidienne et s'exprime par la négation de nos droits, la violation de nos corps, le silence.

Il y a un an, nous étions 150 000 femmes, féministes et lesbiennes dans la rue pour dire NON à la VIOLENCE MASCULINE et aux tentatives d'instrumentalisation de la violence sur les femmes de la part des gouvernements et des partis pour légitimer des politiques sécuritaires et répressives. Nous sommes de retour cette année car les gouvernements changent mais les politiques restent les mêmes et sont aujourd'hui en train d'empirer.

En un an, les atteintes à notre liberté et autodétermination ont augmenté de façon exponentielle, révélant la dérive autoritaire, sexiste et raciste de notre pays. Nous nous rappelons du blitz de la police à la polyclinique de Naples pour un présumé avortement illégal, des agressions contre les lesbiennes, les homosexuels et les trans, contre les immigré-e-s et les citoyen-ne-s de deuxième génération. Violence justifiée et encouragée par les gouvernements et les maires-shérifs qui veulent imposer des modèles de comportement normés au nom de la « décence »  et de la « dignité » en nous empêchant de choisir librement comment vivre nos vies.

La violence masculine a de nombreux visages et l'un d'eux est institutionnel : on cherche à résoudre la crise économique et culturelle actuelle en démantelant l'état social. Pour sauver les banques, refinancier les missions militaires à l'étranger et militariser nos villes en retirant les fonds aux centres anti-violence, aux plannings familiaux et à tous les services qui garantissent liberté, santé et indépendance aux femmes.

La loi 133 prévoit de retirer des fonds à l'école et à l'université publiques pour remettre l'éducation au mains du privé mettant ainsi fin au droit à une éducation gratuite et libre pour tou-te-s.

Avec le décret Gelmini, ce sont des milliers d'enseignants et de maîtresses précaires qui perdent leur poste de travail et la disparition d'un système éducatif - à plein temps - qui soutient les femmes en leur permettant une plus grande liberté de mouvement et d'autonomie.

L'objectif des réformes du travail, de la santé, de l'école et de l'niversité est de nous rendre de plus en plus précaires et de moins en moins garanties : épouses et mères « respectables » enfermées dans les foyers, économiquement dépendantes d'un homme, travaillant gratuitement pour s'occuper des personnes agées et des enfants.

Nous ne paierons pas votre crise !

Nous voulons réagir à la violence physique, psychologique, économique, normative, sociale et religieuse qui nous est faite, dans et en dehors de la famille, « juste » parce que nous sommes des femmes. Nous voulons dire stop au féminicide.

SAMEDI 22 NOVEMBRE

NOUS SERONS DE RETOUR DANS LA RUE EN TANT QUE FEMINISTES ET LESBIENNES


POUR RAPPELER


Avec la même force, radicalité et autonomie que la VIOLENCE MASCULNE n'a ni classe ni frontières, qu'elle NAIT DANS LA FAMILLE, et qu'il ne s'agit PAS D'UN PROBLEME D'ORDRE PUBLIC MAIS D'UN PROBLEME D'ORDRE CULTUREL ET POLITIQUE !

ET AFFIRMER

qu'au projet de loi Carfagna qui criminalise les prostituées et impose des règles de conduite pour toutes, qui veut nous diviser en bonnes et mauvaises, en saintes et putains, en victimes et coupables, nous répondons que NOUS SOMMES TOUTES INDECEMMENT LIBRES !

qu'au décret Gelmini qui nous prépare une école autoritaire et raciste, nous répondons que NOUS VOULONS TOUTES 0 DE CONDUITE !

qu'au « paquets sécurité » et aux normes xénophobes qui veulent nous séparer en citoyen-ne-s avec ou sans droits, nous répondons que NOUS SOMMES CITOYENNES DU MONDE ET NOUS ALLONS OU NOUS VOULONS !

 

Sommosse – Réseau National des Féministes et Lesbiennes

Care Sommosse !

— Inviato da flat @ 13:26

Care Sommosse,

come sommosse romane ci rendiamo disponibili a ospitare

la manifestazione nazionale, di donne e per le donne,

contro la violenza maschile sulle donne ,

sabato 22 novembre 2008


data fissata alla FLAT bolognese.

 
Per aprire la discussione e per condividere gli aspetti organizzativi vi proponiamo di riunirci a Roma

sabato 18 ottobre in assemblea nazionale

 (Continua)

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